Occhi cerulei sopra un cuore di burro rivestito d'acciaio... le donne.
Braccia sottili che sanno stringere forte, sotto menti aperte che sanno ascoltare... le donne.
Se nel mondo ci fossero solo uomini... la terra smetterebbe di girare, il sole diventerebbe una palla di ghiaccio...
i semi decidererebbero di non germogliare...
Donne...
l'umanità è un magnifico quadro...
gli uomini son la cornice... le donne, sono i vivi colori che danno senso al disegno.
DONNE
Fiocchi di neve su pozze di petrolio, lune d’argento nella notte, miele d’acacia sulla crosta del pane…le donne.
Il loro corpo… è un papavero sotto il vento, vacilla, flette, si piega fino a toccar terra ma, colora di bello la vita e non si spezza mai.
Come due soli accesi all’orizzonte, luminosi, emozionanti…irraggiungibili…
sono i loro occhi.
Il loro sguardo…i colori intensi dell’arcobaleno dietro il via vai delle nubi, fa alzare la testa, fa dimenticar la grandine…fa sperar il sereno.
Una stretta di mano data all’avversario, anche se t’ha fatto piangere e soffrire…è la loro lealtà.
Il loro amore è seno che nutre la carne, è vita che genera vita,
sulle labbra rosa che baciano la ferita rossa del proprio figlio… riposa la loro dolcezza.
Corde robuste dell’altalena son le loro braccia, seggiolino comodo e sicuro,
spingono in avanti per farci sognare, tornano indietro per farci vivere.
La loro mente… stagno che raccoglie gocce di gelo d’inverno per poi dissetare i mille germogli della primavera.
Le donne…
non ci sono…non trovo, parole adatte da pronunciare per poterle un po' spiegare…forse, solo il mio rispettoso silenzio si può solo accostare,
al senso unico e profondo…che li vorrei dare.
Dedicato a tutte le donne che si amano per come già sono…
e non cercano disperatamente d’esser sempre un po’ di più.
- L'Ufficio Pastorale Familiare
della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola
- il Comitato Pastorale Santuario San Giuseppe di Spicello
- il Forum delle Associazioni Familiari
- con il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato
ORGANIZZANO
28 Febbraio 2010
alle ore 16 presso il Centro Pastorale di Fano
Dott. Francesco BELLETTI
Presidente Nazionale Forum delle Associazioni Familiari
LA SFIDA EDUCATIVA dalla delega alla responsabilità
Eccellenza regionale - 29ª giornata Inarrestabile marcia del Real
Real Metauro - Vis Macerata 2-1
Lucrezia – Una grossa indecisione del portiere Bertani a 5’ minuti da termine cambia l’esito di una partita che ormai sembrava incanalata sul pareggio. A quel punto Marani era lesto ad insaccare di testa da due passi sulla smanacciata troppo corta del numero uno ospite regalando tre punti importantissimi alla squadra di mister Manuelli sempre più lanciata verso un posto nella griglia play-off.
E pensare che la partita si metteva subito in salita dopo la rete di Verazzo ma la pronta reazione dei giallo verdi portava dopo appena 10’ minuti a riequilibrare l’incontro. Il campo pesante e lo sforzo di mercoledì a Montegiorgio si facevano sentire mano a mano che passavano i minuti e la Vis Macerata, alla disperata caccia di punti salvezza, controllava senza neanche tanto affanno il risultato positivo.
I portieri non correvano grossi pericoli e quand’ormai si aspettava il fischio finale arrivava l’infortunio del numero uno ospite che ha praticamente decideva il match.
La cronaca: parte forte la Vis che al 7’ va al tiro con Verazzo, il migliore dei suoi, e Zallocco, oggi al debutto, è costretto a salvarsi in angolo dalla cui battuta scaturisce una mischia che per poco non mette in condizione Sciarra di concludere a rete ma il suo tiro ravvicinato finisce sul corpo di Bellucci che salva sulla linea.
Il Real ci prova al 13’ con Giambartolomei ma la sua conclusione di testa non è precisa e termina a lato.
La partita si sblocca: Verazzo ben lanciato dalle retrovie s’invola sulla fascia sinistra tutto solo poi converge al centro, supera Cencioni e conclude nell’angolino basso dove Zallocco non può arrivare. Festa nel clan maceratese e giallo verdi a rimboccarsi le maniche per riacciuffare il risultato.
Prima ci prova Bellucci (al 17’) da fuori area con un gran tiro ma la palla sfiora il palo e termina fuori poi è Marani (al 19’) che con un tiro cross supera Bertani ma Lucentini salva sulla linea bianca. Azione fotocopia del gol della Vis, nell’altra metà campo, con Bacchiocchi che s’invola (nella fascia destra) e con un perfetto diagonale riporta l’incontro in parità. Le due squadre abbassano i ritmi e fino alla fine della prima frazione c’è da segnalare solo una girata (al 36’) di Bacchiocchi troppo debole e centrale per impensierire Bertani.
La ripresa si apre con una bella uscita di pugno del portiere ospite sul tiro cross di Marani che sarebbe finito sullo smarcato Bellucci appostato sul secondo palo.
Al 21’ bel diagonale di Bucefalo dopo un palleggio volante bloccato a terra da Bertani.
Ultimo sussulto primo dell’azione decisiva è il tiro cross di Verazzo che termina a lato di molto.
Da un’innocua azione sulla destra di Bucefalo scaturisce il cross che deciderà l’incontro al 40’ come già descritto in apertura. Resta poco per la reazione della Vis che non ha più la forza e il morale per ri-equilibrare l’incontro.
Finisce con i giallo verdi a festeggiare con i tifosi che ad inizio stagione sicuramente non avrebbero scommesso un centesimo sulla loro squadra al 5° posto a nove partite dal termine con ben 4 punti di vantaggio sulla sesta (Jesina). Mister Manuelli alla fine getta acqua sul fuoco ma ormai non può più nascondersi e dopo la salvezza (ormai raggiunta) punta dritto ad un posto nei play off.
I migliori: Virgili, Giampaoli e Bacchiocchi tra i locali, Verazzo, Cangiano e Sciarra tra gli ospiti. Sufficiente l’arbitraggio che ammonizioni a parte non ha trovato difficoltà a gestire la gara.
T.v.t.t.b….ma che significa????
Ieri…l’amore mi ha confidato, ed era anche piuttosto arrabbiato, che proprio non si ritrova
a viaggiar nell’etere gelido della tecnologia…ed è arrivato al triste punto di voler addirittura scappar via,
poiché s’è ravveduto che nel fluttuante squallore …s’è dissolto come sale in acqua, l’unico suo real valore.
L’amore nasce nel silenzio emozionato e vive...nell’emozione d’un silenzio,
L’amore da le spalle alle troppe luci, ma si gira e sorride davanti una candela,
L’amore gioca a nascondino con le guance rosse, si fonde impalpabile nei brividi che accarezzano la schiena, sagoma di speranza i nostri desideri, da dignità ad ogni conquista,
riesce a donare senso alle cose e riesce a farcele apprezzare per come sono,
ci fa sentire combattivi e dolci, decisi e saggi, iceberg e vulcani…carne e cuore.
T.v.t.t.b…ma che significa????
364 GIORNI D'AMORE
Oggi,
14 febbraio…
l’amore vero ha il cuore sanguinante,
si sente ferito tra le coccole imbalsamate e
i sorrisi d’avorio di tutta sta gente.
Oggi lui… un po’ si vergogna,
una fasulla data, forzati aperitivi ed
appassiti fiori rossi, l’hanno incatenato ignudo sulla gogna…
Oggi lui…ha uno strano mal di testa,
preferisce stare chiuso in casa,
perché dovrebbe uscire e fare festa?…
Oggi lui… si sente umiliato,
la pubblicità di false serenate l’hanno proprio mal trattato…
Oggi lui…sembra intimidito,
i cuscini a forma di cuore alle vetrine del fioraio ed i denari straboccanti nel cassetto,
l’hanno proprio innervosito…
Oggi lui… si sente derubato del suo senso giusto di vivere la vita,
mentre a te sembra di sfiorare il cielo,
lui tocca in lacrime il suo fondo con le dita…
Oggi lui…si sente usato e più distante,
poiché ha capito d’improvviso, lo scopo di
quella cena frettolosa al ristorante,
Oggi lui…vuol godersi spensierato il volo di farfalle all’aria aperta,
mentre tu, vorresti nasconderlo insieme alla dolcezza, sotto la tua tristissima coperta…
L’amore vero…
L’amore vero è prendersi cura l’uno dell’altro, è abbracciarsi stretti per rendere meno duro un dolore, è correre sotto il diluvio e quasi non sentire la pioggia…
l’amore vero ha un anima fluttuante che aleggia tra satelliti e galassie, tra Terra e cielo, tra Marte e Mercurio, mai…è solo un numerino impresso sul tuo freddo calendario.
L’amore vero…
l’amore vero è un soffio di vento tiepido che s’innalza fino al sole e sprofonda negli abissi,
è la forza di sorridere quando vorresti piangere,
è restare in silenzio in un angolino quando vorresti urlare al centro,
è riuscire a fermarti per far passare gli altri,
è vedere un po’ di luce anche nel buio più tetro,
è svuotarsi di tutto il bene che hai dentro di te
senza voler mai nulla indietro.
L’amore vero…
non è un mazzo di rose confezionate, comprate al volo in un botteghino e
regalate senza alcuna fatica…è provare a raccogliere ogni santo giorno,
per poi appogiarla sulla mano di chi ami con sentimento…
la stella più brillante e bella, di tutto il firmamento.
Un solco sulla mano mi racconta che vengo da lontano...
una ruga sul mio viso deturpa un pò il mio bel sorriso...
é un percorso obbligatorio il sentiero della vita,
che trasforma il rosso dell' anguria in gelo di granita,
inesorabile ed inarrestabile l'umano cambiamento...
inizia con il latte e finisce disteso in una nicchia del cemento,
tutto cambia,
quello che era va piano a scomparire...
quello che sarà è arduo da capire,
Siamo di passaggio su questa benedetta terra,
per poi andare a riposare dove non si sà...
ascoltiamo ancora chiaro il nostro respirare e
questo or ci sazia per vivere e sognare.
METAMORFOSI
Il tempo invade… modifica… logora… trasforma la materia… sbiadisce la vernice colorata dalle case dei vicini… sbiadisce il blu del ragno tatuato sul mio braccio, scompaiono le rondini dietro nubi cariche di temporali… scompaiono i loro nidi aggrappati alle cole.
Una volta… nei campanili delle chiese rintoccavano preziose campane d’ottone… ora, rintoccano le potenti casse in plastica del radio registratore,
sopra i tetti,le antenne della televisione sembravano lische di pesce… adesso sembrano ossa di seppie,
dentro quell’immenso prato dove da bambino in estate giocavo a guardie e ladri… ora sorge una grande banca per far giocare a guardie e ladri i grandi… tutto l’anno,
da ragazzino… nel campetto da calcio,ogni cosa era pura emozione…
i giri infiniti del pallone, i rimproveri e i complimenti del mister… l’odor dell’erba appena tagliata e delle righe in gesso bianco…
adesso invece, ai calciatori non importa nulla dei giri del pallone… ne tantomeno degli stati d’animo del mister…
gli interessa solo l’erba e… la riga bianca,
per strada, i sorrisi spontanei che la gente mi faceva… son diventati sguardi bassi… nevrotici… frettolosi.
Ricordo,
al crepuscolo della primavera… nei parchi di periferia e nelle vie poco illuminate del paese… si incontravano allegre lucciole in volo…
anche adesso si incontrano… forse anche più di allora… ma sembrano tristi… al posto delle ali hanno una borsetta… e… nessuno le ha mai viste volare.
La mia testa,
prima piena di capelli… pareva una piazza rotonda colma di gente in attesa d’un concerto… oggi, la mia testa… è rimasta una piazza rotonda… ma il concerto è finito,
in bocca poi…
ho sempre avuto pochi denti… ma sani, puliti e tutti veri… ora ne ho tantissimi… bianchissimi… pulitissimi… fintissimi…
Va bè…
dato che presumo non mancherà così tanto alla mia morte…
spero che almeno lei non sia cambiata… anche se poi non potrò urlar di gioia per il suo rimaner originale…
disteso e rilassato godrò della sua perenne quiete spirituale…
dentro un buco stretto e freddo si…
ma almeno… son sicuro… sempre uguale.
La pillola abortiva RU486 le ragioni di una forte preoccupazione
FANO - 5 Dicembre 2009
Relazione di Luciano ROMANO Università degli Studi di Napoli "Fedeico II"
Dip. Scienze Ostetrico-Ginecologiche
Copresidente nazionale "Scienza & Vita"
Incontro organizzato da: Centro di Aiuto alla Vita di Fano, in collaborazione con il Movimento per la Vita Italiano, il Consultorio Associazione La Famiglia e l'Associazione Scienza&Vita, con il patrocinio del Comune di Fano, Assessorato alle Politiche per la Famiglia e con il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato Associazione Volontariato Marche.
La famiglia nel Magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI
Pubblichiamo di seguito il testo dell'intervento pronunciato da monsignor Jean Laffitte,Vicepresidente della Pontificia Accademia per la Vita, in occasione della Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.
Lo scopo di questa relazione deve far fronte ad una difficoltà paradossale: da un lato, l’amore umano e la famiglia che esso genera sono portatori di autentica bellezza, che si può mostrare in maniere differenti, tanto nel dinamismo amoroso che unisce un uomo e una donna (aspetto soggettivo) quanto nei valori che strutturano questo amore (aspetto oggettivo); dall’altro lato, tuttavia, in numerose culture, e in particolar modo in quella occidentale, questo amore è sempre meno riconosciuto e onorato. Mai come negli ultimi decenni, il pensiero cristiano, specialmente con gli insegnamenti dei Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha tanto approfondito la dimensione teologica, spirituale ed anche antropologica, dell’amore umano. Si deve ammettere che, se la Chiesa ha così sviluppato la sua riflessione sulla dimensione naturale dell’amore umano, ciò è dovuto ad una profonda lacuna che caratterizza le ultime generazioni, le quali si trovano spesso nell’impossibilità di dare, in maniera naturale, una risposta chiara alle questioni fondamentali dell’esistenza, come quella dell’amore. La Chiesa fa oggi, in questo ambito, ciò che nessun’altra istituzione è in grado di fare. Per questioni fondamentali intendiamo gli interrogativi presenti nel cuore di ciascun uomo e ciascuna donna, come pure le aspirazioni profonde che li abitano. Giovanni Paolo II aveva l’abitudine di parlare di esperienze fondamentali dell’uomo e a volte anche di esperienze elementari. Tra queste ultime citava l’aspirazione più profonda nel cuore dell’uomo: il desiderio, cioè, di amare e di essere amato. Per comprendere la presenza della famiglia nel recente insegnamento magisteriale, occorre analizzare con lucidità ciò che specifica un tale condizionamento culturale della vita sociale e, in particolare, della vita affettiva e familiare. Il contesto attuale, in cui prevale una certa visione riduttiva del matrimonio e della famiglia, rende ancor più indispensabile mettere in evidenza la bellezza del disegno di Dio sull’amore umano. Esamineremo quindi l’attuale contesto culturale che favorisce una visione distorta della vita familiare, prima di presentare alcuni elementi specifici degli apporti magisteriali dei due ultimi pontificati.
Biblioteca di Bordo -
Appunti di viaggio nella lettura
Matteo Schianchi
La terza nazione del mondo.
I disabili tra pregiudizio e realtà
Se il 2008 è stato l’anno di Oscar Pistorius ci piacerebbe che il 2009 fosse quello di Matteo Schianchi, nuotatore della nazionale di sport disabili, storico e autore del libro La terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà, p. 174, Euro 14,00 (Ordina da IBS Italia).
Speriamo che questo saggio, privo di retorica e tanto meno di ogni allusione pietistica, faccia presto il suo debutto tra i banchi di scuola, adottato dal maggior numero di insegnanti illuminati per poter finalmente aprire una nuova prospettiva culturale in merito alla tematica dell’handicap, oltre che una nuova mappa geografica, sicuramente ignota ai più.
Perché quando parliamo di disabili d’ora in poi Schianchi ci invita a tener presente l’esistenza di un’entità sovranazionale, una “popolazione” non sempre riconosciuta, ma stimata dalle Nazione Unite nell’ordine dei 650 milioni di cittadini. Dopo la Cina e l’India, appunto la «terza nazione del mondo». Tanti sarebbero i disabili (a seguito di malattie o malformazioni congenite, eventi traumatici e menomazioni di ordine fisico e psicologico acquisite) nel mondo: 3 milioni in Italia (oltre 40mila nuovi casi ogni anno) che raddoppiano e salgono a 6 milioni (la seconda regione dopo la Lombardia) comprendendo coloro che hanno delle forme di “invalidità lievi”.
Un popolo quello dei disabili nazionali che arriva a toccare i 10 milioni se si considera il coinvolgimento diretto e indiretto delle famiglie, degli amici e degli operatori di settore che si rendono disponibili in favore dei soggetti invalidi. Numeri pesanti, che potrebbero indurre ad accrescere il tasso già fin troppo elevato di «stigmatizzazione» da parte dell’universo normodotato che non ha ancora imparato a posare il suo sguardo in maniera lieve, naturale e soprattutto costruttiva nei confronti dei disabili. Per eliminare una volta per tutte gli steccati dell’invasiva discriminazione e togliere di mezzo quelle nocive barriere che sono di ordine mentale, prima che architettonico, occorre secondo Schianchi pensare a una nuova cultura e a quello che in maniera cristallina propone come «programma minimo».
Un manifesto esistenziale che da questo momento va sottoposto e mandato a memoria da tutto l’apparato istituzionale, pregandolo di passare in rapida sequenza dalla teoretica schianchiana alla praxis sociale. Un programma in cui serve un’attività di prevenzione
«per diminuire le fonti dell’handicap». Questa passa per una
politica non più assistenzialista,
ma che «deve mettere al centro i soggetti e le loro relazioni».
IL PONTE -
Articoli a cura di Padre Claudio Brualdi
MISSIONE TRA GLI INDIGENI
In uno dei miei articoli precedenti,
comunicavo che noi, Missionari della Consolata in Colombia, abbiamo
come tre fronti di lavoro specificamente missionario: con i contadini
del Caquetà, i negri della Costa atlantica (di cui già
vi ho parlato) e gli indigeni. Abbiamo celebrato qualche domenica fa
la Giornata Mondiale delle Missioni, voglio perciò farvi
conoscere qualcosa della nostra attività con gli indigeni
Paez, che sono discendenti degli antichi Incas.
Famiglia
indìgena
In Colombia vivono ben 87 gruppi
indigeni, disseminati per tutto il territorio nazionale, ma che non
superano, secondo le statistiche, mezzo milione di persone (appena il
3,28% dell'intera popolazione colombiana). Il grupo Paez è
il più numeroso: si calcola che siano circa 110.000. Gli
indigeni, dimenticati per secoli sia dallo Stato che mai li ha tenuti
in conto e li ha rilegati nei loro territori, le famose riserve,
hanno vissuto la loro vita sempre ai margini, era quasi loro
"proibito" mescolarsi con i bianchi o i meticci che li guardavano
con sospetto. Ma anche la Chiesa li ha tenuti lontano dovuto al fatto
che molti benefici ricevuti dalla Chiesa al tempo della colonia,
erano proprietà degli indigeni. Ignorati quindi per tanto
tempo essi hanno continuato con le loro tradizioni e anche con la
loro religione, per lo più una mescolanza tra cristianesimo,
dato che molti erano stati battezzati, a volte con la forza, e
tradizioni religiose proprie della loro cultura.
E' stata la nuova Costituzione nel
1991 che ha riscoperto la presenza di queste persone, che in fondo
sono i legittimi abitanti di queste terre, perché gli altri
sono discendenti degli Spagnoli, che li hanno conquistati con la
forza e con tanta violenza, occupando le loro terre, depredando i
loro tesori e decimandoli. Così pure i negri sono arrivati
fin qui, trasportati come schiavi degli Spagnoli, per attendere alle
loro fattorie e per sfruttare le miniere d'oro.
EconomicaMente -
Rubrica di economia pratica a cura di Stefano Bartolucci
Su segnalazione del Codacons siamo venuti a conoscenza che per scegliere il giusto fornitore arriva il "Trova offerte" dell'Autorità per l'Energia.
Trovare l’offerta di energia elettrica più adatta alle proprie esigenze, confrontando le diverse proposte sul mercato.
Da oggi è possibile grazie al “Trova Offerte”: uno strumento, reso disponibile dall’Autorità per l’energia sul proprio sito(www.autorita.energia.it) per mettere a confronto le offerte di numerose società di vendita.
Grazie
al suo motore di ricerca, il ‘Trova offerte’ consente di individuare e
confrontare le proposte di fornitura di energia elettrica relative
all’area di interesse, di valutare le varie condizioni e la relativa
spesa, anche rispetto alle condizioni di “maggior tutela” stabilite
dall’Autorità con cadenza trimestrale.
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